Di tasca tua ne metti poco più di un terzo
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35% a tuo carico
Micro
bando 65%
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40% a tuo carico
Piccola
bando 60%
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50% a tuo carico
Media
bando 50%
quota del bando la tua parte
Fino a 25.000 € a fondo perduto per i progetti di digitalizzazione delle micro, piccole e medie imprese con unità operativa in Piemonte. Scopri se hai i requisiti.
Sportello in apertura 22/10/2026
Verifica di ammissibilità
Voucher Digitalizzazione PMI
Preferite parlarne? Scriveteci su WhatsApp +39 331 713 4458, senza compilare niente.
01Stima del contributo
Micro
bando 65%
Piccola
bando 60%
Media
bando 50%
quota del bando la tua parte
02Spese ammissibili
Il bando sostiene l'acquisto di beni e servizi tecnologici e strumentali per la digitalizzazione della tua impresa.
Consulenza e formazione insieme non superano il 30% della spesa. Le spese contano solo se fatte dopo l'invio della domanda.
03Cosa ti proponiamo
Il bando finanzia gli investimenti digitali: queste idee di progetto rispettano i criteri del bando.
Clienti, offerte e scadenze spesso vivono in un foglio di calcolo o nella testa di qualcuno. Un gestionale li raccoglie in un posto solo: chi hai contattato, cosa gli hai proposto, quando richiamarlo. Meno cose affidate alla memoria, meno tempo perso a ricostruire il punto.
Un archivio dei tuoi progetti, delle pratiche e dei lavori svolti, collegato a un'intelligenza artificiale a cui fai domande come le faresti a un collega. Ritrovi quello che l'azienda ha imparato senza cercare fra cartelle e ricordi.
Pensata e costruita sulle esigenze della tua azienda, per migliorare il modo in cui lavorate ogni giorno.
04Quando?
Le tappe principali, dalla presentazione alla realizzazione del progetto.
giorni all’apertura
dello sportello
Carichi i documenti, ma non puoi ancora inviare: caricare prima non fa guadagnare posizioni.
Le domande contano in ordine di arrivo, fino a esaurimento dei fondi.
Dalla chiusura dello sportello. Con la concessione ricevi il CUP.
Dalla concessione: acquisti fatti, pagati e rendicontati.
Rispondere in due minuti a tre domande potrebbe farti risparmiare settimane.
Verifica se possiedi i requisiti essenziali05Cosa facciamo noi
Ti accompagniamo in tutto l’iter: dalla verifica dei requisiti alla redazione e all’invio della domanda, fino alla rendicontazione.
Deve essere quello giusto per rendere più efficiente la tua impresa: che sia una delle idee che abbiamo già pensato per te, o un’altra tua necessità.
Non promettiamo che il contributo venga concesso, né un importo, né i tempi dell’ente.
06FAQ
È un contributo a fondo perduto della Regione Piemonte, erogato in collaborazione con Unioncamere, per aiutare le PMI piemontesi ad adottare tecnologie digitali. Questa terza edizione ha una dotazione di 19,2 milioni di euro.
PMI (micro, piccole e medie imprese) con sede legale o unità operativa attiva in Piemonte, con codice ATECO ammissibile. Sono inclusi i liberi professionisti. Sono escluse le grandi imprese, la PA, le holding immobiliari e le attività finanziarie speculative.
Sì. I liberi professionisti iscritti a ordini professionali sono equiparati a microimprese (L. 81/2017). Non è necessaria l'iscrizione al Registro Imprese. Voucher minimo: 4.000 €.
Il 2026 è la terza edizione. Se hai già beneficiato del contributo in una delle due edizioni precedenti sei escluso. Tuttavia, se hai presentato domanda senza essere finanziato, hai rinunciato o non hai ricevuto l'erogazione, puoi comunque essere ammesso all'agevolazione.
Il contributo è compreso tra il 50% e il 65% delle spese ammissibili, fino al 70% per le imprese che realizzano un progetto in forma collaborativa. L'importo minimo e massimo del fondo perduto è di, rispettivamente, 4.000 € e 25.000 € per beneficiario.
Il contributo varia in base alla dimensione dell'impresa: 65% delle spese ammissibili per le microimprese, 60% per le piccole imprese, 50% per le imprese di media dimensione. Per i progetti realizzati in forma collaborativa è prevista una maggiorazione di 5 punti percentuali. In alcuni casi specifici, possono inoltre essere applicate ulteriori premialità (massimo 2 punti percentuali), ad esempio in caso di start-up innovativa o di impresa femminile. Il contributo massimo concedibile è pari a 25.000 euro.
Su un investimento ammissibile di 20.000 euro, il contributo può arrivare a 13.000 euro per una microimpresa, 12.000 euro per una piccola impresa, 10.000 euro per una media impresa. Gli importi possono aumentare in presenza delle premialità previste dal bando, nei limiti del contributo massimo concedibile.
La semplice realizzazione o il restyling di un sito web tradizionale non rappresentano, da soli, un investimento finanziabile. Le soluzioni di e-commerce, invece, possono rientrare nel progetto se sono collegate all'introduzione o al potenziamento di una delle tecnologie digitali espressamente previste dal bando. È quindi necessario che l'e-commerce faccia parte di un progetto di digitalizzazione più ampio e coerente.
No, il digital marketing non rientra tra le spese finanziabili.
Il bando finanzia progetti che prevedono l'introduzione o il potenziamento di tecnologie digitali avanzate. Questi sono gli ambiti tecnologici che il progetto di innovazione digitale dovrà riguardare: manifattura additiva e stampa 3D; cloud, edge, fog e quantum computing; soluzioni di cyber security e business continuity; AI - Computer vision e riconoscimento immagini (per controllo qualità e produzione); AI - NLP e automazione documentale; AI predittiva per manutenzione o domanda (predictive maintenance); AI generativa applicata ai processi aziendali; infrastrutture per il Calcolo ad Alte Prestazioni (HPC); robotica avanzata e collaborativa; big data & analytics collegata a processi produttivi o gestionali; blockchain (tracciabilità di filiera e supply chain trasparente, smart contract, tokenizzazione di asset, gestione documentale certificata, NFT applicati a processi aziendali, ecc); soluzioni tecnologiche per la navigazione immersiva, interattiva e partecipativa (realtà aumentata, realtà virtuale e ricostruzioni 3D); Internet of Things (IoT) e sistemi di sensoristica interconnessa; soluzioni tecnologiche per la gestione e il coordinamento dei processi aziendali con elevate caratteristiche di integrazione delle attività (ad es. ERP, MES, PLM, SCM, incluse le tecnologie di tracciamento, ad es. RFID, barcode, etc); customer relationship management (CRM); sistemi fintech (ad esempio Electronic Data Interchange - EDI); sistemi di geolocalizzazione per sistemi di logistica, fleet management; sistemi per l'in-store customer experience; sistemi di e-commerce solo se collegati esclusivamente ad un'altra tecnologia dell'elenco. Il progetto deve essere concretamente collegato ad almeno una delle tecnologie individuate dal bando e contribuire al miglioramento dei processi, dell'organizzazione o dei servizi dell'impresa.
Sì, ma le spese di consulenza e di formazione, insieme, non possono superare il 30% delle spese ammissibili totali.
Sì, se il software rientra nelle tecnologie ammesse. I canoni SaaS sono ammissibili per un periodo massimo di 24 mesi. I canoni successivi no.
Solo se strettamente funzionale a un progetto di sviluppo digitale organico. Un computer ad alte prestazioni funzionale all'utilizzo di un nuovo gestionale è ammissibile. Un computer generico da ufficio no.
Sì, a patto che sia un soggetto terzo indipendente: non puoi fatturare a te stesso o a un'impresa collegata o con la quale esiste un conflitto di interesse.
Le cause più comuni di rigetto sono: DURC irregolare; aver già beneficiato del voucher in edizioni precedenti; ATECO non ammissibile; polizza catastrofale non stipulata; non essere in regola con il pagamento dei diritti camerali.
No. Le spese devono essere sostenute dopo la data di presentazione della domanda. Fatture antecedenti non sono rendicontabili, anche se riguardano tecnologie ammissibili.
No. Sono ammessi solo pagamenti tracciabili (bonifico, carta di credito aziendale, POS). Un singolo pagamento in contanti rende inammissibile l'intera spesa interessata.
Le imprese avranno la possibilità di effettuare il pre-caricamento della documentazione necessaria a partire dal 12 ottobre, mentre lo sportello sarà aperto il 22 ottobre alle ore 11:00.
In modalità telematica con firma digitale del legale rappresentante o dall'intermediario delegato sulla piattaforma Restart di Infocamere. La procedura è a click day: la graduatoria si forma in base all'ordine cronologico di invio del codice domanda.
A partire dal 12 ottobre è possibile caricare la documentazione e generare la domanda sulla piattaforma Restart, ottenendo così un codice alfanumerico univoco. Tale codice dovrà essere utilizzato per l'invio formale della domanda il 22 ottobre.
Saranno necessari SPID o CNS/CIE del legale rappresentante, firma digitale, SELFI4.0 (autovalutazione maturità digitale) debitamente compilato, Allegato A (Modulo di domanda) e Allegato B (Dichiarazione spese con preventivi), DURC regolare, visura camerale. Potranno essere necessari ulteriori documenti.
È un questionario di autovalutazione del livello di maturità digitale dell'impresa, disponibile su selfi40.it, obbligatorio se si vuole partecipare al bando. Va compilato prima di presentare la domanda.
Sono autorizzabili piccole modifiche (preventivamente comunicate via PEC), a patto che non alterino la natura e gli obiettivi del progetto. Modifiche sostanziali non autorizzate possono portare alla revoca del contributo in fase di rendicontazione.
È necessario avere sede o unità operativa attiva in Piemonte, alla data di presentazione.
Quasi tutti i codici ATECO sono ammissibili. Sono esclusi: attività finanziarie speculative, holding immobiliari, Pubblica Amministrazione. Verificheremo insieme l'ammissibilità qualora vi fosse il dubbio.
Sì, sia alla domanda sia all'erogazione. È uno dei problemi più frequenti, perciò è necessario regolarizzarlo prima di presentare domanda.
Sì, non è richiesto un requisito di redditività. L'unica condizione è l'assenza di procedure concorsuali in corso (liquidazione giudiziale, liquidazione coatta, concordato preventivo, amministrazione straordinaria, ecc.).
Sì, non è richiesta un'anzianità minima.
Una sola domanda per impresa per edizione.
È il regime di aiuti di Stato di importo limitato. Il plafond è di 300.000 € nell'arco di tre esercizi finanziari. Se hai già ricevuto altri aiuti de minimis (es. contributi INAIL, alcuni bandi camerali), verifichiamo la capienza prima di fare domanda.
Attraverso il Registro Nazionale Aiuti di Stato (rna.gov.it), sezione «Trasparenza». Puoi cercare per codice fiscale e vedere tutti gli aiuti de minimis ricevuti negli ultimi tre esercizi. Verificheremo insieme.
Il contributo viene erogato dopo la rendicontazione, in un'unica soluzione. Il procedimento si articola in questo modo: presentazione della domanda, concessione, anticipo delle spese da parte dell'imprenditore per la realizzazione del progetto, rendicontazione su Restart entro 6 mesi dalla concessione, erogazione del contributo (indicativamente entro 60 giorni dalla rendicontazione).
Il programma di spesa va realizzato entro 6 mesi dalla determina di concessione.
Tutte le fatture elettroniche intestate all'impresa beneficiaria, le ricevute dei pagamenti tracciabili (bonifici, estratti conto), i contratti con i fornitori, le consegne e installazioni dei sistemi. Il CUP (Codice Unico di Progetto) deve essere riportato in ogni fattura: senza questo codice la spesa viene esclusa.
Il CUP (Codice Unico di Progetto) è un codice identificativo assegnato al progetto al momento della concessione. Va obbligatoriamente riportato su tutte le fatture rendicontabili. Le fatture emesse prima di ricevere il CUP non possono essere rendicontate.
Sì. Non è richiesto che i fornitori abbiano sede in Piemonte. Semplicemente le fatture devono riportare il CUP ed essere intestate al beneficiario.
Le spese sono ammissibili dal momento successivo alla presentazione della domanda. Quindi puoi iniziare il progetto e pagare le fatture solo dopo l'invio della domanda, ma comunque prima della determina di concessione. Dopo la determina di concessione, le fatture dovranno riportare il CUP ricevuto.
Sì, con CoFundIt seguiamo l'intero iter della domanda: partiamo da un confronto iniziale per comprendere le esigenze dell'impresa, verifichiamo la coerenza del progetto con il bando, predisponiamo la documentazione necessaria e procediamo con l'invio della pratica. In caso di concessione del contributo, continuiamo ad affiancare l'impresa anche nella fase successiva, occupandoci della rendicontazione del progetto fino all'erogazione del contributo.
Sì, oltre alla gestione della pratica, possiamo occuparci direttamente anche dello sviluppo delle soluzioni tecnologiche previste dal progetto. Alcuni applicativi sono già pronti per l'implementazione nella tua azienda, tra cui un sistema gestionale integrato con CRM e un Second Brain su software AI-based. Possiamo inoltre valutare una soluzione personalizzata sulla base delle esigenze specifiche dell'impresa. Perciò, a seconda del tipo di progetto, predisponiamo direttamente anche il relativo preventivo, senza lunghe ricerche e passaggi che fanno perdere tempo.
Nessun problema. In questo caso lavoriamo insieme all'impresa per individuare i fornitori e i preventivi più adatti al progetto. Il nostro ruolo resta quello di verificare che le spese e le soluzioni proposte siano coerenti con i requisiti del bando e correttamente inserite nella domanda. La collaborazione dell'imprenditore è però importante per individuare fornitori specializzati quando la tecnologia richiesta non rientra direttamente nei nostri servizi.
Durante tutto il percorso avrete un canale diretto con il nostro team per richieste documentali, chiarimenti, aggiornamenti e verifiche sulla pratica. L'obiettivo è rendere il processo il più semplice e funzionale possibile per voi.
Il servizio prevede una fee per la predisposizione e l'invio della domanda e una success fee in caso di ottenimento del contributo. I dettagli verranno definiti durante una call preliminare, in funzione delle caratteristiche del progetto e del livello di supporto richiesto.
Sì, la fornitura può essere inserita tra le spese del progetto e beneficiare delle percentuali di contributo previste.
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Hai un progetto in mente?
Da qui in poi le domande cambiano: a chi deve ancora aprire non chiediamo partita IVA, dimensione d’impresa né DURC.